A San Lorenzo in Campo ci si trova immersi nel paesaggio agricolo-collinare più tipico delle Marche. Il Comune è popolato da circa 3.500 abitanti e si estende in un territorio di 28,69 kmq. Caratteristiche del luogo sono la sorgente di acqua sulfurea, l'abbazia benedettina, la rocca, i musei, il teatro "Mario Tiberini". Il Comune ha come frazioni le località di San Vito sul Cesano e Montalfoglio. La loro origine si pensa risalga attorno al 400 d.C., quando, distrutta la città di Suasa dai Goti di Alarico (409 d.C.), i cittadini che scamparono alla strage si dispersero nelle alture circostanti ove crearono dei villaggi. Le frazioni di Montalfoglio e San Vito sul Cesano conservano intatte le loro strutture medioevali e sono l'ideale per trascorrervi le vacanze, per l'aria pura e la tranquillità che vi regna. |
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Montalfoglio, a tre chilometri da San Lorenzo in Campo, ha conservato intatto il suo aspetto medioevale. Le antiche mura ben squadrate si allungano sulla sommità di una collinetta. Una bellissima porta fa da ingresso al paese, sopra di essa una torre d'epoca con le strutture per il ponte levatoio; dalla parte interna un orologio. Le case in pietra marrone hanno scolpita la data di costruzione sopra il portale. Qui il tempo sembra essersi fermato, i pochi abitanti vi conducono una vita serena e tranquilla, lontana dall'agitazione della vita moderna. Il cielo luminoso, l'aria salubre, il sole caldo e discreto, lo stupendo panorama, che corre dal monte al mare, sono da complemento ad un luogo che ha conosciuto nel corso dei secoli alterne vicende, ma che è sopravvissuto ad esse fino ad arrivare, quasi intatto ai nostri giorni, frammento di un passato giunto a noi.
Riguardo all'amenità del luogo possiamo ricordare che il marchese della Rovere aveva a Montalfoglio il suo ritrovo di feste e riposo, specie nella stagione estiva. Di Montalfoglio non si hanno notizie storiche fino al 1290, quando in un documento viene riferito che "Paganone, prete a Montalfoglio, paga le tasse in nome di Buongiovanni Abbate di S.Lorenzo". L'entrata nella storia non fu certo delle più felici, visto che l'argomento erano le tasse! Ed il destino di Montalfoglio è legato per lo più a quello della vicina San Lorenzo in Campo, con questa infatti e con altri castelli vicini costituisce un vicariato, che viene donato da papa Bonifacio IX alla nobile famiglia dei Montevecchio nel 1392. Montalfoglio segue le alterne vicende di questa famiglia fino a che, nel 1631 con la morte dell'ultimo rappresentante, entra a far parte della S.Sede. |
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A cinque chilometri dal Capoluogo è visibile San Vito sul Cesano, su di un'ampia e verdissima collina, perfetto terrazzo panoramico sulla Valle del Cesano dal Catria al mare. Dall'antica porta si percorre una strada in rapida salita al centro e su di essa convergono le viuzze strette disposte a spina di pesce. Sorge in bella posizione all'altezza di 353 metri s.l.m. E' ancora circondato dalle vecchie mura. Apparteneva in origine ai Monaci dell'Abbazia di San Lorenzo in Campo; nel 1227 si trovava sotto l'Abate di S. Paterniano. Nel 1348 fu acquistato da Fano, che lo aveva già avuto nel suo dominio, da Franceschino della Fratta per 300 fiorini d'oro; fu saccheggiato dalla Compagnia di Fra Moriale; nel 1443 fece parte dei domini dello Sforza. Nel 1445 ottenne dal Papa di reggersi con proprio statuto; nel 1449 fu feudo di Antonio Provedini da Rimini che assunse il titolo di conte di San Vito ed a lui, poi, successe il fratello Ugolino; nel 1457 fu occupato e saccheggiato da Federico duca d'Urbino; poi ne divenne signore Roberto Malatesta, che nel 1473 dovette restituirlo a Fano, per passare, successivamente, a Giovanni della Rovere, signore di Senigallia, al quale aveva appartenuto nel 1440.
Entrò infine a far parte del Ducato d'Urbino, mantenendo però la propria autonomia comunale fino al 1869. La parrocchia di S. Biagio, dipendente dalla Diocesi di Fossombrone, è di antica erezione; la chiesa, rifabbricata nel 1792, ha un bel soffitto, quadri in ottimo stato ed alcuni affreschi distaccati e restaurati, provenienti dalla vecchia chiesa del 1400 detta di San Rocco. Di fronte alla parrocchia è la chiesa di S. Apollinare, oggi S. Francesco, con cinque altari in pietra e una splendida Apparizione di Cristo a San Francesco. Al piano di San Vito sul Cesano, lontano mezzo miglio dal paese, vi è la Pieve Vecchia, antichissima chiesa che risale al 1000, il cui soffitto cadde per il terremoto del 3 giugno 1781. Vi è il bel quadro dell'Addolorata. La chiesa, dichiarata monumento nazionale, è stata restaurata in questi ultimi tempi.
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